L'impegno di Acque per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

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L'impegno di Acque per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

Sviluppare maggiore consapevolezza sul tema della violenza di genere. Liberare il campo da stereotipi e pregiudizi spesso alla base dei soprusi. Mostrare servizi e modalità di intervento delle associazioni. E ancora, mettere le lavoratrici e i lavoratori in condizione di innescare un positivo “effetto domino”. Sono questi i principali obiettivi dell’incontro formativo organizzato da Acque, gestore idrico del Basso Valdarno, per i propri dipendenti, dal titolo: “Riconoscila: la violenza di genere, le sue forme, la nostra responsabilità”.

Il webinar, che vede la collaborazione e la partecipazione della Fondazione Libellula, si terrà nei prossimi giorni, in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che, come ogni anno, si celebra il 25 novembre. Lo scopo è quello di riflettere sul tema, scoprendo le modalità e gli indicatori che permettono di individuare questo odioso fenomeno, che ancora oggi appare tutt’altro che in diminuzione nel nostro Paese.

Per Acque, quella di stare al fianco delle realtà che si battono per arginare il fenomeno della violenza non è certamente una novità. Infatti, è attivo un protocollo di intesa con le principali associazioni del territorio che si occupano dell’argomento attraverso il sostegno - anche economico - alla loro attività. Inoltre, già nel 2017 Acque aveva attivato il progetto interno “Smuovere le acque”, tramite il quale le operatrici di tre centri antiviolenza toscani, attraverso una serie di incontri informativi con i dipendenti del Gruppo, portavano le proprie competenze ed esperienze sugli argomenti della violenza in famiglia e sui luoghi di lavoro.

“La violenza di genere - commenta il presidente di Acque, Giuseppe Sardu - è un fenomeno difficile da contrastare, anche perché non sempre è facile individuarla, nascosta com’è dai pregiudizi, dagli stereotipi o dalla dimensione privata e familiare. Se vogliamo tentare di risolvere il problema, dobbiamo promuovere prima di tutto un cambiamento culturale”. “È quello che cerchiamo di fare in Acque - gli fa eco l’amministratore delegato di Acque, Fabio Trolese - con iniziative come questa, affinché ciascuno di noi diventi un soggetto attivo, non solo per contrastare questo drammatico fenomeno ma anche per valorizzare tutto quello che può promuovere inclusione e diversità nella nostra organizzazione”