Riforma Erp, De Girolamo: “Utile se si torna a finanziare la costruzione di nuovi alloggi popolari e a rilanciare la casa pubblica per contrastare la povertà”

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Riforma Erp, De Girolamo: “Utile se si torna a finanziare la costruzione di nuovi alloggi popolari e a rilanciare la casa pubblica per contrastare la povertà”

“Condividiamo la necessità di porre mano ad una riforma organica del settore dell’edilizia residenziale pubblica toscana, caratterizzato da una stratificazione disorganica di norme. Per le aziende, fare la riforma significa prima di tutto definire una visione, una strategia di lungo periodo per il settore, individuandone il ruolo nella più generale politica di welfare regionale e di contrasto alla povertà”. Così Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana, interviene nel dibattito sull’Erp, a seguito delle consultazioni tenutesi questa mattina presso la 3^ Commissione Consiliare del Consiglio Regionale sulla proposta di legge in materia di edilizia residenziale pubblica formulata dalla Giunta. “Abbiamo prodotto con Anci Toscana un documento di orientamento generale di una possibile riforma del settore – prosegue il Presidente dell’Associazione – che abbiamo provveduto a trasmettere al Consiglio. Ciò che occorre è un testo unico che semplifichi meccanismi di pianificazione, finanziamento e controllo del settore, sburocratizzando le procedure e rilanciando un concetto di casa pubblica che possa contrastare la povertà”.

Per De Girolamo, sono due i temi principali a cui la riforma regionale Erp deve rispondere: “Definire un sistema di finanziamento regionale, accanto a quello nazionale, per la costruzione di nuovi alloggi e per la copertura dei costi di manutenzione straordinaria, e considerare il disagio abitativo un punto centrale della tanto sottolineata necessità di politiche di contrasto alla povertà, valorizzando – conclude – il ruolo dell’Erp e dell’esperienza toscana e non confinando questo importante settore alla logica della marginalità”.

Per gli 11 gestori Erp della Toscana, le richieste di alloggi presentate ai Comuni e non evase sono pari a circa 25.000 unità. “Occorreva definire quindi come prima cosa un vero e proprio piano casa regionale, per giungere a questo obiettivo nei prossimi 5/10 anni – commenta Luca Talluri, presidente di Casa Spa Firenze nonché di Federcasa (l’associazione nazionale per le case popolari e l’edilizia sociale) – mentre la proposta di legge presentata non indica alcuna strategia di questo tipo, e le recenti scelte di bilancio della Regione hanno di fatto azzerato risorse esistenti fino a qualche anno fa, con la cancellazione dei fondi ex Gescal. Lo stesso finanziamento dei cantieri avviati negli ultimi anni è ancora in forse. La soluzione non può essere finanziare nuovi alloggi vendendone di esistenti. Le risorse per la manutenzione straordinaria di edifici risale sono attualmente insufficienti per garantire un servizio di qualità”.

Per i gestori inoltre altre priorità riguardavano la definizione di un assetto economico sostenibile e ben regolato per la copertura dei costi di manutenzione ordinaria e di gestione, basato su una corretta definizione dei canoni e di un corretto utilizzo degli alloggi da parte di aventi diritto, in un mix ragionevole di fasce di reddito e con chiari criteri di verifica, e un salto di qualità del sistema complessivo di offerta di servizi casa da parte pubblica, definendo così una moderna strategia di welfare inclusivo, con al centro la politica pubblica. “Punti dei quali non c’è traccia nella proposta di legge regionale, che ha invece concentrato il dibattito sul tema della Governance e sul numero dei soggetti gestori – aggiunge Lorenzo Bani, presidente di Apes Pisa e Coordinatore delle aziende di settore di Confservizi Cispel Toscana – discussioni basate su nessuna analisi economica, gestionale, e finanziaria”.