Emergenza siccità: la proposta di Confservizi Cispel Toscana alla Regione

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Emergenza siccità: la proposta di Confservizi Cispel Toscana alla Regione

“La crisi idrica è sotto gli occhi di tutti anche in Toscana, regione che sta reggendo questo momento di difficoltà grazie alla lungimirante strategia e alle decisioni di decenni fa degli amministratori toscani che decisero gli invasi di Bilancino e Montedoglio e le interconnessioni degli acquedotti. Oggi va fatta la stessa cosa. Per affrontare in modo strutturale il problema della siccità anche in Toscana - dove se perdura la mancanza di pioggia avremo un agosto e settembre drammatici - occorre un rapido e preciso piano di investimenti in opere pubbliche (invasi, connessioni, serbatoi) destinati ad usi plurimi. Gli interventi sono stati individuati dall’Autorità Idrica Toscana sia per quanto riguarda quelli d’emergenza che per quelli strutturali di medio periodo. Circa 200 milioni di euro in 10 anni. Per finanziare queste opere che metterebbero in sicurezza usi agricoli, potabili ed energetici in Toscana tutti devono fare la loro parte”. Così Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana, e Giuseppe Sardu, coordinatore della Commissione Acqua dell’Associazione, intervengono relativamente all’emergenza siccità in atto in Toscana.
 
“Nei giorni scorsi – proseguono De Girolamo e Sardu – abbiamo condiviso con l'assessorato regionale al Bilancio una manovra sui canoni di derivazione idrica e di attraversamento dei terreni demaniali, destinata a produrre un gettito di qualche decina di milioni di euro l'anno nelle casse della Regione, a cui chiediamo che una parte di questo gettito (che andrà in tariffa idrica per quanto attiene agli usi potabili) venga destinato al finanziamento di queste opere contro la siccità. Risorse da affiancare a quelle statali disponibili e alla componente tariffaria in corso di definizione, per un grande piano di messa in sicurezza della Toscana, una delle regioni che ha investito di più in campo idrico”.
 
Oltre due miliardi di euro dall’introduzione della legge Galli ad oggi, investite dalle aziende idriche toscane, “che è opportuno ricordare a chi genericamente dichiara che serve ‘obbligare’ ad investire ulteriormente per sostituire le tubature, sono chiamate a rispettare piani collegati alle tariffe approvati dalla Autorità nazionale (Aeegsi) e regionale (AIT). Un richiamo dunque che ha poco senso. Crediamo invece – concludono De Girolamo e Sardu – che destinare parte delle risorse di natura demaniale alle opere contro la siccità renderebbe ancora più comprensibile a operatori e cittadini il motivo degli aumenti dei canoni decisi dalla Regione, e sarebbe un modo corretto di mettere al servizio del territorio nuove risorse di bilancio regionale, senza alimentare futili polemiche”.